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المؤلف: Dante Alighieri

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Poscia ne l'emme del vocabol quinto rimasero ordinate; sì che
Giove pareva argento lì d'oro distinto.
E vidi scendere altre luci dove era il colmo de l'emme, e lì
quetarsi cantando, credo, il ben ch'a se le move.
Poi, come nel percuoter d'i ciocchi arsi surgono innumerabili
faville, onde li stolti sogliono agurarsi,
resurger parver quindi più di mille luci e salir, qual assai e
qual poco, sì come 'l sol che l'accende sortille;
e queetata ciascuna in suo loco, la testa e 'l collo d'un'aguglia
vidi rappresentare a quel distinto foco.
Quei che dipinge lì, non ha chi 'l guidi; ma esso guida, e da lui
si rammenta quella virtù ch'è forma per li nidi.
L'altra beatitudo, che contenta pareva prima d'ingigliarsi a
l'emme, con poco moto seguitò la 'mprenta.
O dolce stella, quali e quante gemme mi dimostraro che nostra
giustizia effetto sia del ciel che tu ingemme!
Per ch'io prego la mente in che s'inizia tuo moto e tua virtute,
che rimiri ond' esce il fummo che 'l tuo raggio vizia;

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