كتاب · La Divina Commedia
صفحة 331 من 550
المؤلف: Dante Alighieri
الوقت0:00
السرعة (WPM)0.0
الدقة100.0%
اضغط ابدأ واكتب السطور بدقة. · مفتاح الرجوع معطل — استمر حتى بعد الخطأ.
In su le man commesse mi protesi, guardando il foco e imaginando
forte umani corpi già veduti accesi.
Volsersi verso me le buone scorte; e Virgilio mi disse: "Figliuol
mio, qui può esser tormento, ma non morte.
Ricorditi, ricorditi! E se io sovresso Gereon ti guidai salvo,
che farò ora presso più a Dio?
Credi per certo che se dentro a l'alvo di questa fiamma stessi
ben mille anni, non ti potrebbe far d'un capel calvo.
E se tu forse credi ch'io t'inganni, fatti ver' lei, e fatti far
credenza con le tue mani al lembo d'i tuoi panni.
Pon giù omai, pon giù ogne temenza; volgiti in qua e vieni: entra
sicuro!". E io pur fermo e contra cosceenza.
Quando mi vide star pur fermo e duro, turbato un poco disse: "Or
vedi, figlio: tra Beatrice e te è questo muro".
Come al nome di Tisbe aperse il ciglio Piramo in su la morte, e
riguardolla, allor che 'l gelso diventò vermiglio;
così, la mia durezza fatta solla, mi volsi al savio duca, udendo
il nome che ne la mente sempre mi rampolla.
اضغط ابدأ واكتب السطور بدقة.
لم يبدأ