Buch · La Divina Commedia
Seite 294 von 550
Autor: Dante Alighieri
Zeit0:00
Tempo (WPM)0.0
Genauigkeit100.0%
Start drücken und den Text exakt schreiben. · Rucktaste deaktiviert — auch bei Fehlern weitertippen.
Tempo vegg' io, non molto dopo ancoi, che tragge un altro Carlo
fuor di Francia, per far conoscer meglio e se e ' suoi.
Sanz' arme n'esce e solo con la lancia con la qual giostrò Giuda,
e quella ponta sì, ch'a Fiorenza fa scoppiar la pancia.
Quindi non terra, ma peccato e onta guadagnerà, per se tanto più
grave, quanto più lieve simil danno conta.
L'altro, che già uscì preso di nave, veggio vender sua figlia e
patteggiarne come fanno i corsar de l'altre schiave.
O avarizia, che puoi tu più farne, poscia c'ha' il mio sangue a
te sì tratto, che non si cura de la propria carne?
Perche men paia il mal futuro e 'l fatto, veggio in Alagna intrar
lo fiordaliso, e nel vicario suo Cristo esser catto.
Veggiolo un'altra volta esser deriso; veggio rinovellar l'aceto e
'l fiele, e tra vivi ladroni esser anciso.
Veggio il novo Pilato sì crudele, che ciò nol sazia, ma sanza
decreto portar nel Tempio le cupide vele.
Start drücken und den Text exakt schreiben.
Nicht gestartet