Buch · La Divina Commedia
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Autor: Dante Alighieri
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Tu dunque, che levato hai il coperchio che m'ascondeva quanto
bene io dico, mentre che del salire avem soverchio,
dimmi dov' è Terrenzio nostro antico, Cecilio e Plauto e Varro,
se lo sai: dimmi se son dannati, e in qual vico".
"Costoro e Persio e io e altri assai", rispuose il duca mio,
"siam con quel Greco che le Muse lattar più ch'altri mai,
nel primo cinghio del carcere cieco; spesse feate ragioniam del
monte che sempre ha le nutrice nostre seco.
Euripide v'è nosco e Antifonte, Simonide, Agatone e altri piùe
Greci che già di lauro ornar la fronte.
Quivi si veggion de le genti tue Antigone, Deefile e Argia, e
Ismene sì trista come fue.
Vedeisi quella che mostrò Langia; èvvi la figlia di Tiresia, e
Teti, e con le suore sue Deedamia".
Tacevansi ambedue già li poeti, di novo attenti a riguardar
dintorno, liberi da saliri e da pareti;
e già le quattro ancelle eran del giorno rimase a dietro, e la
quinta era al temo, drizzando pur in sù l'ardente corno,
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