Book · La Divina Commedia
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Author: Dante Alighieri
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"Anzi che a questo monte fosser volte l'anime degne di salire a
Dio, fur l'ossa mie per Ottavian sepolte.
Io son Virgilio; e per null' altro rio lo ciel perdei che per non
aver fe". Così rispuose allora il duca mio.
Qual è colui che cosa innanzi se sùbita vede ond' e' si
maraviglia, che crede e non, dicendo "Ella è . . . non è . . . ",
tal parve quelli; e poi chinò le ciglia, e umilmente ritornò ver'
lui, e abbracciòl là 've 'l minor s'appiglia.
"O gloria di Latin", disse, "per cui mostrò ciò che potea la
lingua nostra, o pregio etterno del loco ond' io fui,
qual merito o qual grazia mi ti mostra? S'io son d'udir le tue
parole degno, dimmi se vien d'inferno, e di qual chiostra".
"Per tutt' i cerchi del dolente regno", rispuose lui, "son io di
qua venuto; virtù del ciel mi mosse, e con lei vegno.
Non per far, ma per non fare ho perduto a veder l'alto Sol che tu
disiri e che fu tardi per me conosciuto.
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