Libro · La Divina Commedia
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Autor: Dante Alighieri
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Io vidi due sedere a se poggiati, com' a scaldar si poggia
tegghia a tegghia, dal capo al piè di schianze macolati;
e non vidi già mai menare stregghia a ragazzo aspettato dal
segnorso, ne a colui che mal volontier vegghia,
come ciascun menava spesso il morso de l'unghie sopra se per la
gran rabbia del pizzicor, che non ha più soccorso;
e sì traevan giù l'unghie la scabbia, come coltel di scardova le
scaglie o d'altro pesce che più larghe l'abbia.
"O tu che con le dita ti dismaglie", cominciò 'l duca mio a l'un
di loro, "e che fai d'esse talvolta tanaglie,
dinne s'alcun Latino è tra costoro che son quinc' entro, se
l'unghia ti basti etternalmente a cotesto lavoro".
"Latin siam noi, che tu vedi sì guasti qui ambedue", rispuose
l'un piangendo; "ma tu chi se' che di noi dimandasti?".
E 'l duca disse: "I' son un che discendo con questo vivo giù di
balzo in balzo, e di mostrar lo 'nferno a lui intendo".
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