Libro · La Divina Commedia
Pagina 249 de 550
Autor: Dante Alighieri
Tiempo0:00
Velocidad (WPM)0.0
Precisión100.0%
Pulsa iniciar y escribe las líneas exactamente. · Retroceso desactivado — continua incluso tras un error.
Morti li morti e i vivi parean vivi: non vide mei di me chi vide
il vero, quant' io calcai, fin che chinato givi.
Or superbite, e via col viso altero, figliuoli d'Eva, e non
chinate il volto sì che veggiate il vostro mal sentero!
Più era già per noi del monte vòlto e del cammin del sole assai
più speso che non stimava l'animo non sciolto,
quando colui che sempre innanzi atteso andava, cominciò: "Drizza
la testa; non è più tempo di gir sì sospeso.
Vedi colà un angel che s'appresta per venir verso noi; vedi che
torna dal servigio del dì l'ancella sesta.
Di reverenza il viso e li atti addorna, sì che i diletti lo
'nvearci in suso; pensa che questo dì mai non raggiorna!".
Io era ben del suo ammonir uso pur di non perder tempo, sì che 'n
quella materia non potea parlarmi chiuso.
A noi venìa la creatura bella, biancovestito e ne la faccia quale
par tremolando mattutina stella.
Le braccia aperse, e indi aperse l'ale; disse: "Venite: qui son
presso i gradi, e agevolemente omai si sale.
Pulsa iniciar y escribe las líneas exactamente.
Sin iniciar