Libro · La Divina Commedia
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Autor: Dante Alighieri
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che la viva giustizia che mi spira, li concedette, in mano a quel
ch'i' dico, gloria di far vendetta a la sua ira.
Or qui t'ammira in ciò ch'io ti replìco: poscia con Tito a far
vendetta corse de la vendetta del peccato antico.
E quando il dente longobardo morse la Santa Chiesa, sotto le sue
ali Carlo Magno, vincendo, la soccorse.
Omai puoi giudicar di quei cotali ch'io accusai di sopra e di lor
falli, che son cagion di tutti vostri mali.
L'uno al pubblico segno i gigli gialli oppone, e l'altro
appropria quello a parte, sì ch'è forte a veder chi più si falli.
Faccian li Ghibellin, faccian lor arte sott' altro segno, che mal
segue quello sempre chi la giustizia e lui diparte;
e non l'abbatta esto Carlo novello coi Guelfi suoi, ma tema de li
artigli ch'a più alto leon trasser lo vello.
Molte feate già pianser li figli per la colpa del padre, e non si
creda che Dio trasmuti l'armi per suoi gigli!
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