Libro · La Divina Commedia
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Autor: Dante Alighieri
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tal mi fec' io di mia virtude stanca, e tanto buono ardire al cor
mi corse, ch'i' cominciai come persona franca:
"Oh pietosa colei che mi soccorse! e te cortese ch'ubidisti tosto
a le vere parole che ti porse!
Tu m'hai con disiderio il cor disposto sì al venir con le parole
tue, ch'i' son tornato nel primo proposto.
Or va, ch'un sol volere è d'ambedue: tu duca, tu segnore e tu
maestro". Così li dissi; e poi che mosso fue,
intrai per lo cammino alto e silvestro.
Inferno • Canto III
'Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno
dolore, per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore; fecemi la divina podestate,
la somma sapeenza e 'l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne, e io etterno
duro. Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'.
Queste parole di colore oscuro vid' eo scritte al sommo d'una
porta; per ch'io: "Maestro, il senso lor m'è duro".
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