Libro · La Divina Commedia
Pagina 230 de 550
Autor: Dante Alighieri
Tiempo0:00
Velocidad (WPM)0.0
Precisión100.0%
Pulsa iniciar y escribe las líneas exactamente. · Retroceso desactivado — continua incluso tras un error.
di gemme la sua fronte era lucente, poste in figura del freddo
animale che con la coda percuote la gente;
e la notte, de' passi con che sale, fatti avea due nel loco ov'
eravamo, e 'l terzo già chinava in giuso l'ale;
quand' io, che meco avea di quel d'Adamo, vinto dal sonno, in su
l'erba inchinai là 've già tutti e cinque sedavamo.
Ne l'ora che comincia i tristi lai la rondinella presso a la
mattina, forse a memoria de' suo' primi guai,
e che la mente nostra, peregrina più da la carne e men da'
pensier presa, a le sue viseon quasi è divina,
in sogno mi parea veder sospesa un'aguglia nel ciel con penne
d'oro, con l'ali aperte e a calare intesa;
ed esser mi parea là dove fuoro abbandonati i suoi da Ganimede,
quando fu ratto al sommo consistoro.
Fra me pensava: 'Forse questa fiede pur qui per uso, e forse
d'altro loco disdegna di portarne suso in piede'.
Poi mi parea che, poi rotata un poco, terribil come folgor
discendesse, e me rapisse suso infino al foco.
Pulsa iniciar y escribe las líneas exactamente.
Sin iniciar