Libro · La Divina Commedia
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Autor: Dante Alighieri
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Tutte l'acque che son di qua più monde, parrieno avere in se
mistura alcuna verso di quella, che nulla nasconde,
avvegna che si mova bruna bruna sotto l'ombra perpetua, che mai
raggiar non lascia sole ivi ne luna.
Coi piè ristetti e con li occhi passai di là dal fiumicello, per
mirare la gran vareazion d'i freschi mai;
e là m'apparve, sì com' elli appare subitamente cosa che disvia
per maraviglia tutto altro pensare,
una donna soletta che si gia e cantando e scegliendo fior da
fiore ond' era pinta tutta la sua via.
"Deh, bella donna, che a' raggi d'amore ti scaldi, s'i' vo'
credere a' sembianti che soglion esser testimon del core,
vegnati in voglia di trarreti avanti", diss' io a lei, "verso
questa rivera, tanto ch'io possa intender che tu canti.
Tu mi fai rimembrar dove e qual era Proserpina nel tempo che
perdette la madre lei, ed ella primavera".
Come si volge, con le piante strette a terra e intra se, donna
che balli, e piede innanzi piede a pena mette,
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