Libro · La Divina Commedia
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Autor: Dante Alighieri
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a tutti altri sapori esto è di sopra. E avvegna ch'assai possa
esser sazia la sete tua perch' io più non ti scuopra,
darotti un corollario ancor per grazia; ne credo che 'l mio dir
ti sia men caro, se oltre promession teco si spazia.
Quelli ch'anticamente poetaro l'età de l'oro e suo stato felice,
forse in Parnaso esto loco sognaro.
Qui fu innocente l'umana radice; qui primavera sempre e ogne
frutto; nettare è questo di che ciascun dice".
Io mi rivolsi 'n dietro allora tutto a' miei poeti, e vidi che
con riso udito avean l'ultimo costrutto;
poi a la bella donna torna' il viso.
Purgatorio • Canto XXIX
Cantando come donna innamorata, continuò col fin di sue parole:
'Beati quorum tecta sunt peccata!'.
E come ninfe che si givan sole per le salvatiche ombre, diseando
qual di veder, qual di fuggir lo sole,
allor si mosse contra 'l fiume, andando su per la riva; e io pari
di lei, picciol passo con picciol seguitando.
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