Libro · La Divina Commedia
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Autor: Dante Alighieri
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e vidi lume in forma di rivera fulvido di fulgore, intra due rive
dipinte di mirabil primavera.
Di tal fiumana uscian faville vive, e d'ogne parte si mettien ne'
fiori, quasi rubin che oro circunscrive;
poi, come inebreate da li odori, riprofondavan se nel miro gurge,
e s'una intrava, un'altra n'uscia fori.
"L'alto disio che mo t'infiamma e urge, d'aver notizia di ciò che
tu vei, tanto mi piace più quanto più turge;
ma di quest' acqua convien che tu bei prima che tanta sete in te
si sazi": così mi disse il sol de li occhi miei.
Anche soggiunse: "Il fiume e li topazi ch'entrano ed escono e 'l
rider de l'erbe son di lor vero umbriferi prefazi.
Non che da se sian queste cose acerbe; ma è difetto da la parte
tua, che non hai viste ancor tanto superbe".
Non è fantin che sì sùbito rua col volto verso il latte, se si
svegli molto tardato da l'usanza sua,
come fec' io, per far migliori spegli ancor de li occhi,
chinandomi a l'onda che si deriva perche vi s'immegli;
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