Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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Questa picciola stella si correda d'i buoni spirti che son stati
attivi perche onore e fama li succeda:
e quando li disiri poggian quivi, sì disveando, pur convien che i
raggi del vero amore in sù poggin men vivi.
Ma nel commensurar d'i nostri gaggi col merto è parte di nostra
letizia, perche non li vedem minor ne maggi.
Quindi addolcisce la viva giustizia in noi l'affetto sì, che non
si puote torcer già mai ad alcuna nequizia.
Diverse voci fanno dolci note; così diversi scanni in nostra vita
rendon dolce armonia tra queste rote.
E dentro a la presente margarita luce la luce di Romeo, di cui fu
l'ovra grande e bella mal gradita.
Ma i Provenzai che fecer contra lui non hanno riso; e però mal
cammina qual si fa danno del ben fare altrui.
Quattro figlie ebbe, e ciascuna reina, Ramondo Beringhiere, e ciò
li fece Romeo, persona umìle e peregrina.
E poi il mosser le parole biece a dimandar ragione a questo
giusto, che li assegnò sette e cinque per diece,
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