Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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D'i corpi suoi non uscir, come credi, Gentili, ma Cristiani, in
ferma fede quel d'i passuri e quel d'i passi piedi.
Che l'una de lo 'nferno, u' non si riede già mai a buon voler,
tornò a l'ossa; e ciò di viva spene fu mercede:
di viva spene, che mise la possa ne' prieghi fatti a Dio per
suscitarla, sì che potesse sua voglia esser mossa.
L'anima gloreosa onde si parla, tornata ne la carne, in che fu
poco, credette in lui che potea aiutarla;
e credendo s'accese in tanto foco di vero amor, ch'a la morte
seconda fu degna di venire a questo gioco.
L'altra, per grazia che da sì profonda fontana stilla, che mai
creatura non pinse l'occhio infino a la prima onda,
tutto suo amor là giù pose a drittura: per che, di grazia in
grazia, Dio li aperse l'occhio a la nostra redenzion futura;
ond' ei credette in quella, e non sofferse da indi il puzzo più
del paganesmo; e riprendiene le genti perverse.
Quelle tre donne li fur per battesmo che tu vedesti da la destra
rota, dinanzi al battezzar più d'un millesmo.
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