Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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tutte adunate, parrebber neente ver' lo piacer divin che mi
refulse, quando mi volsi al suo viso ridente.
E la virtù che lo sguardo m'indulse, del bel nido di Leda mi
divelse, e nel ciel velocissimo m'impulse.
Le parti sue vivissime ed eccelse sì uniforme son, ch'i' non so
dire qual Beatrice per loco mi scelse.
Ma ella, che vedea 'l mio disire, incominciò, ridendo tanto
lieta, che Dio parea nel suo volto gioire:
"La natura del mondo, che queeta il mezzo e tutto l'altro intorno
move, quinci comincia come da sua meta;
e questo cielo non ha altro dove che la mente divina, in che
s'accende l'amor che 'l volge e la virtù ch'ei piove.
Luce e amor d'un cerchio lui comprende, sì come questo li altri;
e quel precinto colui che 'l cinge solamente intende.
Non è suo moto per altro distinto, ma li altri son mensurati da
questo, sì come diece da mezzo e da quinto;
e come il tempo tegna in cotal testo le sue radici e ne li altri
le fronde, omai a te può esser manifesto.
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