Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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che quantunque io avea visto davante, di tanta ammirazion non mi
sospese, ne mi mostrò di Dio tanto sembiante;
e quello amor che primo lì discese, cantando 'Ave, Maria, gratea
plena', dinanzi a lei le sue ali distese.
Rispuose a la divina cantilena da tutte parti la beata corte, sì
ch'ogne vista sen fe più serena.
"O santo padre, che per me comporte l'esser qua giù, lasciando il
dolce loco nel qual tu siedi per etterna sorte,
qual è quell' angel che con tanto gioco guarda ne li occhi la
nostra regina, innamorato sì che par di foco?".
Così ricorsi ancora a la dottrina di colui ch'abbelliva di Maria,
come del sole stella mattutina.
Ed elli a me: "Baldezza e leggiadria quant' esser puote in angelo
e in alma, tutta è in lui; e sì volem che sia,
perch' elli è quelli che portò la palma giuso a Maria, quando 'l
Figliuol di Dio carcar si volse de la nostra salma.
Ma vieni omai con li occhi sì com' io andrò parlando, e nota i
gran patrici di questo imperio giustissimo e pio.
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