Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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"Questa gente che preme a noi è molta, e vegnonti a pregar",
disse 'l poeta: "però pur va, e in andando ascolta".
"O anima che vai per esser lieta con quelle membra con le quai
nascesti", venian gridando, "un poco il passo queta.
Guarda s'alcun di noi unqua vedesti, sì che di lui di là novella
porti: deh, perche vai? deh, perche non t'arresti?
Noi fummo tutti già per forza morti, e peccatori infino a
l'ultima ora; quivi lume del ciel ne fece accorti,
sì che, pentendo e perdonando, fora di vita uscimmo a Dio
pacificati, che del disio di se veder n'accora".
E io: "Perche ne' vostri visi guati, non riconosco alcun; ma s'a
voi piace cosa ch'io possa, spiriti ben nati,
voi dite, e io farò per quella pace che, dietro a' piedi di sì
fatta guida, di mondo in mondo cercar mi si face".
E uno incominciò: "Ciascun si fida del beneficio tuo sanza
giurarlo, pur che 'l voler nonpossa non ricida.
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