Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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ond' elli: "Or ti conforta; ch'ei convene ch'i' solva il mio
dovere anzi ch'i' mova: giustizia vuole e pietà mi ritene".
Colui che mai non vide cosa nova produsse esto visibile parlare,
novello a noi perche qui non si trova.
Mentr' io mi dilettava di guardare l'imagini di tante umilitadi,
e per lo fabbro loro a veder care,
"Ecco di qua, ma fanno i passi radi", mormorava il poeta, "molte
genti: questi ne 'nveeranno a li alti gradi".
Li occhi miei, ch'a mirare eran contenti per veder novitadi ond'
e' son vaghi, volgendosi ver' lui non furon lenti.
Non vo' però, lettor, che tu ti smaghi di buon proponimento per
udire come Dio vuol che 'l debito si paghi.
Non attender la forma del martìre: pensa la succession; pensa
ch'al peggio oltre la gran sentenza non può ire.
Io cominciai: "Maestro, quel ch'io veggio muovere a noi, non mi
sembian persone, e non so che, sì nel veder vaneggio".
Ed elli a me: "La grave condizione di lor tormento a terra li
rannicchia, sì che ' miei occhi pria n'ebber tencione.
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