本 · La Divina Commedia
550ページ中203ページ
著者: Dante Alighieri
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Poi che noi fummo in su l'orlo suppremo de l'alta ripa, a la
scoperta piaggia, "Maestro mio", diss' io, "che via faremo?".
Ed elli a me: "Nessun tuo passo caggia; pur su al monte dietro a
me acquista, fin che n'appaia alcuna scorta saggia".
Lo sommo er' alto che vincea la vista, e la costa superba più
assai che da mezzo quadrante a centro lista.
Io era lasso, quando cominciai: "O dolce padre, volgiti, e rimira
com' io rimango sol, se non restai".
"Figliuol mio", disse, "infin quivi ti tira", additandomi un
balzo poco in sùe che da quel lato il poggio tutto gira.
Sì mi spronaron le parole sue, ch'i' mi sforzai carpando appresso
lui, tanto che 'l cinghio sotto i piè mi fue.
A seder ci ponemmo ivi ambedui vòlti a levante ond' eravam
saliti, che suole a riguardar giovare altrui.
Li occhi prima drizzai ai bassi liti; poscia li alzai al sole, e
ammirava che da sinistra n'eravam feriti.
Ben s'avvide il poeta ch'eo stava stupido tutto al carro de la
luce, ove tra noi e Aquilone intrava.
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