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Auteur: Dante Alighieri

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Lo secol primo, quant' oro fu bello, fe savorose con fame le
ghiande, e nettare con sete ogne ruscello.
Mele e locuste furon le vivande che nodriro il Batista nel
diserto; per ch'elli è gloreoso e tanto grande
quanto per lo Vangelio v'è aperto".
Purgatorio  Canto XXIII
Mentre che li occhi per la fronda verde ficcava eo sì come far
suole chi dietro a li uccellin sua vita perde,
lo più che padre mi dicea: "Figliuole, vienne oramai, che 'l
tempo che n'è imposto più utilmente compartir si vuole".
Io volsi 'l viso, e 'l passo non men tosto, appresso i savi, che
parlavan sìe, che l'andar mi facean di nullo costo.
Ed ecco piangere e cantar s'udìe 'Labea mea, Domine' per modo
tal, che diletto e doglia parturìe.
"O dolce padre, che è quel ch'i' odo?", comincia' io; ed elli:
"Ombre che vanno forse di lor dover solvendo il nodo".
Sì come i peregrin pensosi fanno, giugnendo per cammin gente non
nota, che si volgono ad essa e non restanno,

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