Talen

Toetsenbord

Pagina 243 van 550

Auteur: Dante Alighieri

Tijd0:00
Snelheid (WPM)0.0
Nauwkeurigheid100.0%

Druk op start en typ de regels precies na. · Backspace uitgeschakeld — ga door, ook na een fout.

cotesti, ch'ancor vive e non si noma, guardere' io, per veder
s'i' 'l conosco, e per farlo pietoso a questa soma.
Io fui latino e nato d'un gran Tosco: Guiglielmo Aldobrandesco fu
mio padre; non so se 'l nome suo già mai fu vosco.
L'antico sangue e l'opere leggiadre d'i miei maggior mi fer sì
arrogante, che, non pensando a la comune madre,
ogn' uomo ebbi in despetto tanto avante, ch'io ne mori', come i
Sanesi sanno, e sallo in Campagnatico ogne fante.
Io sono Omberto; e non pur a me danno superbia fa, che tutti miei
consorti ha ella tratti seco nel malanno.
E qui convien ch'io questo peso porti per lei, tanto che a Dio si
sodisfaccia, poi ch'io nol fe' tra ' vivi, qui tra ' morti".
Ascoltando chinai in giù la faccia; e un di lor, non questi che
parlava, si torse sotto il peso che li 'mpaccia,
e videmi e conobbemi e chiamava, tenendo li occhi con fatica fisi
a me che tutto chin con loro andava.

Druk op start en typ de regels precies na.

Niet gestart