Ksiazka · La Divina Commedia
Strona 403 z 550
Autor: Dante Alighieri
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Per non soffrire a la virtù che vole freno a suo prode, quell'
uom che non nacque, dannando se, dannò tutta sua prole;
onde l'umana specie inferma giacque giù per secoli molti in
grande errore, fin ch'al Verbo di Dio discender piacque
u' la natura, che dal suo fattore s'era allungata, unì a se in
persona con l'atto sol del suo etterno amore.
Or drizza il viso a quel ch'or si ragiona: questa natura al suo
fattore unita, qual fu creata, fu sincera e buona;
ma per se stessa pur fu ella sbandita di paradiso, però che si
torse da via di verità e da sua vita.
La pena dunque che la croce porse s'a la natura assunta si
misura, nulla già mai sì giustamente morse;
e così nulla fu di tanta ingiura, guardando a la persona che
sofferse, in che era contratta tal natura.
Però d'un atto uscir cose diverse: ch'a Dio e a' Giudei piacque
una morte; per lei tremò la terra e 'l ciel s'aperse.
Non ti dee oramai parer più forte, quando si dice che giusta
vendetta poscia vengiata fu da giusta corte.
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