Ksiazka · La Divina Commedia
Strona 497 z 550
Autor: Dante Alighieri
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così m'armava io d'ogne ragione mentre ch'ella dicea, per esser
presto a tal querente e a tal professione.
"Dì, buon Cristiano, fatti manifesto: fede che è?". Ond' io levai
la fronte in quella luce onde spirava questo;
poi mi volsi a Beatrice, ed essa pronte sembianze femmi perch' eo
spandessi l'acqua di fuor del mio interno fonte.
"La Grazia che mi dà ch'io mi confessi", comincia' io, "da l'alto
primipilo, faccia li miei concetti bene espressi".
E seguitai: "Come 'l verace stilo ne scrisse, padre, del tuo caro
frate che mise teco Roma nel buon filo,
fede è sustanza di cose sperate e argomento de le non parventi; e
questa pare a me sua quiditate".
Allora udi': "Dirittamente senti, se bene intendi perche la
ripuose tra le sustanze, e poi tra li argomenti".
E io appresso: "Le profonde cose che mi largiscon qui la lor
parvenza, a li occhi di là giù son sì ascose,
che l'esser loro v'è in sola credenza, sopra la qual si fonda
l'alta spene; e però di sustanza prende intenza.
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