Ksiazka · La Divina Commedia
Strona 504 z 550
Autor: Dante Alighieri
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Indi spirò: "L'amore ond' eo avvampo ancor ver' la virtù che mi
seguette infin la palma e a l'uscir del campo,
vuol ch'io respiri a te che ti dilette di lei; ed emmi a grato
che tu diche quello che la speranza ti 'mpromette".
E io: "Le nove e le scritture antiche pongon lo segno, ed esso lo
mi addita, de l'anime che Dio s'ha fatte amiche.
Dice Isaia che ciascuna vestita ne la sua terra fia di doppia
vesta: e la sua terra è questa dolce vita;
e 'l tuo fratello assai vie più digesta, là dove tratta de le
bianche stole, questa revelazion ci manifesta".
E prima, appresso al fin d'este parole, 'Sperent in te' di sopr'
a noi s'udì; a che rispuoser tutte le carole.
Poscia tra esse un lume si schiarì sì che, se 'l Cancro avesse un
tal cristallo, l'inverno avrebbe un mese d'un sol dì.
E come surge e va ed entra in ballo vergine lieta, sol per fare
onore a la novizia, non per alcun fallo,
così vid' io lo schiarato splendore venire a' due che si volgieno
a nota qual conveniesi al loro ardente amore.
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