Ksiazka · La Divina Commedia
Strona 498 z 550
Autor: Dante Alighieri
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E da questa credenza ci convene silogizzar, sanz' avere altra
vista: però intenza d'argomento tene".
Allora udi': "Se quantunque s'acquista giù per dottrina, fosse
così 'nteso, non lì avria loco ingegno di sofista".
Così spirò di quello amore acceso; indi soggiunse: "Assai bene è
trascorsa d'esta moneta già la lega e 'l peso;
ma dimmi se tu l'hai ne la tua borsa". Ond' io: "Sì ho, sì lucida
e sì tonda, che nel suo conio nulla mi s'inforsa".
Appresso uscì de la luce profonda che lì splendeva: "Questa cara
gioia sopra la quale ogne virtù si fonda,
onde ti venne?". E io: "La larga ploia de lo Spirito Santo, ch'è
diffusa in su le vecchie e 'n su le nuove cuoia,
è silogismo che la m'ha conchiusa acutamente sì, che 'nverso
d'ella ogne dimostrazion mi pare ottusa".
Io udi' poi: "L'antica e la novella proposizion che così ti
conchiude, perche l'hai tu per divina favella?".
E io: "La prova che 'l ver mi dischiude, son l'opere seguite, a
che natura non scalda ferro mai ne batte incude".
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