Livro · La Divina Commedia
Pagina 368 de 550
Autor: Dante Alighieri
Tempo0:00
Velocidade (WPM)0.0
Precisao100.0%
Pressione iniciar e digite as linhas exatamente. · Backspace desativado — continue mesmo apos erro.
Ond' io rispuosi lei: "Non mi ricorda ch'i' straneasse me già mai
da voi, ne honne cosceenza che rimorda".
"E se tu ricordar non te ne puoi", sorridendo rispuose, "or ti
rammenta come bevesti di Letè ancoi;
e se dal fummo foco s'argomenta, cotesta obliveon chiaro
conchiude colpa ne la tua voglia altrove attenta.
Veramente oramai saranno nude le mie parole, quanto converrassi
quelle scovrire a la tua vista rude".
E più corusco e con più lenti passi teneva il sole il cerchio di
merigge, che qua e là, come li aspetti, fassi,
quando s'affisser, sì come s'affigge chi va dinanzi a gente per
iscorta se trova novitate o sue vestigge,
le sette donne al fin d'un'ombra smorta, qual sotto foglie verdi
e rami nigri sovra suoi freddi rivi l'alpe porta.
Dinanzi ad esse Eufratès e Tigri veder mi parve uscir d'una
fontana, e, quasi amici, dipartirsi pigri.
"O luce, o gloria de la gente umana, che acqua è questa che qui
si dispiega da un principio e se da se lontana?".
Pressione iniciar e digite as linhas exatamente.
Nao iniciado