Книга · La Divina Commedia
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Автор: Dante Alighieri
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S'eo avessi le rime aspre e chiocce, come si converrebbe al
tristo buco sovra 'l qual pontan tutte l'altre rocce,
io premerei di mio concetto il suco più pienamente; ma perch' io
non l'abbo, non sanza tema a dicer mi conduco;
che non è impresa da pigliare a gabbo discriver fondo a tutto
l'universo, ne da lingua che chiami mamma o babbo.
Ma quelle donne aiutino il mio verso ch'aiutaro Anfeone a chiuder
Tebe, sì che dal fatto il dir non sia diverso.
Oh sovra tutte mal creata plebe che stai nel loco onde parlare è
duro, mei foste state qui pecore o zebe!
Come noi fummo giù nel pozzo scuro sotto i piè del gigante assai
più bassi, e io mirava ancora a l'alto muro,
dicere udi'mi: "Guarda come passi: va sì, che tu non calchi con
le piante le teste de' fratei miseri lassi".
Per ch'io mi volsi, e vidimi davante e sotto i piedi un lago che
per gelo avea di vetro e non d'acqua sembiante.
Non fece al corso suo sì grosso velo di verno la Danoia in
Osterlicchi, ne Tanae là sotto 'l freddo cielo,
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Не начат