Diller

Klavye

Sayfa 186 / 550

Yazar: Dante Alighieri

Süre0:00
Hız (WPM)0.0
Doğruluk100.0%

Başlat düğmesine bastıktan sonra yazmaya başla. · Backspace devre dışı — yanlış yazsan da devam et.

Dolce color d'oreental zaffiro, che s'accoglieva nel sereno
aspetto del mezzo, puro infino al primo giro,
a li occhi miei ricominciò diletto, tosto ch'io usci' fuor de
l'aura morta che m'avea contristati li occhi e 'l petto.
Lo bel pianeto che d'amar conforta faceva tutto rider l'oreente,
velando i Pesci ch'erano in sua scorta.
I' mi volsi a man destra, e puosi mente a l'altro polo, e vidi
quattro stelle non viste mai fuor ch'a la prima gente.
Goder pareva 'l ciel di lor fiammelle: oh settentreonal vedovo
sito, poi che privato se' di mirar quelle!
Com' io da loro sguardo fui partito, un poco me volgendo a l
'altro polo, là onde 'l Carro già era sparito,
vidi presso di me un veglio solo, degno di tanta reverenza in
vista, che più non dee a padre alcun figliuolo.
Lunga la barba e di pel bianco mista portava, a' suoi capelli
simigliante, de' quai cadeva al petto doppia lista.
Li raggi de le quattro luci sante fregiavan sì la sua faccia di
lume, ch'i' 'l vedea come 'l sol fosse davante.

Başlat düğmesine bastıktan sonra yazmaya başla.

Başlatılmadı