Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 235 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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E quando fuor ne' cardini distorti li spigoli di quella regge
sacra, che di metallo son sonanti e forti,
non rugghiò sì ne si mostrò sì acra Tarpea, come tolto le fu il
buono Metello, per che poi rimase macra.
Io mi rivolsi attento al primo tuono, e 'Te Deum laudamus' mi
parea udire in voce mista al dolce suono.
Tale imagine a punto mi rendea ciò ch'io udiva, qual prender si
suole quando a cantar con organi si stea;
ch'or sì or no s'intendon le parole.
Purgatorio • Canto X
Poi fummo dentro al soglio de la porta che 'l mal amor de l'anime
disusa, perche fa parer dritta la via torta,
sonando la senti' esser richiusa; e s'io avesse li occhi vòlti ad
essa, qual fora stata al fallo degna scusa?
Noi salavam per una pietra fessa, che si moveva e d'una e d'altra
parte, sì come l'onda che fugge e s'appressa.
"Qui si conviene usare un poco d'arte", cominciò 'l duca mio, "in
accostarsi or quinci, or quindi al lato che si parte".
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