Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 262 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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O Bretinoro, che non fuggi via, poi che gita se n'è la tua
famiglia e molta gente per non esser ria?
Ben fa Bagnacaval, che non rifiglia; e mal fa Castrocaro, e
peggio Conio, che di figliar tai conti più s'impiglia.
Ben faranno i Pagan, da che 'l demonio lor sen girà; ma non però
che puro già mai rimagna d'essi testimonio.
O Ugolin de' Fantolin, sicuro è 'l nome tuo, da che più non
s'aspetta chi far lo possa, tralignando, scuro.
Ma va via, Tosco, omai; ch'or mi diletta troppo di pianger più
che di parlare, sì m'ha nostra ragion la mente stretta".
Noi sapavam che quell' anime care ci sentivano andar; però,
tacendo, facean noi del cammin confidare.
Poi fummo fatti soli procedendo, folgore parve quando l'aere
fende, voce che giunse di contra dicendo:
'Anciderammi qualunque m'apprende'; e fuggì come tuon che si
dilegua, se sùbito la nuvola scoscende.
Come da lei l'udir nostro ebbe triegua, ed ecco l'altra con sì
gran fracasso, che somigliò tonar che tosto segua:
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