Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 345 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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sì come luce luce in ciel seconda, vennero appresso lor quattro
animali, coronati ciascun di verde fronda.
Ognuno era pennuto di sei ali; le penne piene d'occhi; e li occhi
d'Argo, se fosser vivi, sarebber cotali.
A descriver lor forme più non spargo rime, lettor; ch'altra spesa
mi strigne, tanto ch'a questa non posso esser largo;
ma leggi Ezecheel, che li dipigne come li vide da la fredda parte
venir con vento e con nube e con igne;
e quali i troverai ne le sue carte, tali eran quivi, salvo ch'a
le penne Giovanni è meco e da lui si diparte.
Lo spazio dentro a lor quattro contenne un carro, in su due rote,
treunfale, ch'al collo d'un grifon tirato venne.
Esso tendeva in sù l'una e l'altra ale tra la mezzana e le tre e
tre liste, sì ch'a nulla, fendendo, facea male.
Tanto salivan che non eran viste; le membra d'oro avea quant' era
uccello, e bianche l'altre, di vermiglio miste.
Non che Roma di carro così bello rallegrasse Affricano, o vero
Augusto, ma quel del Sol saria pover con ello;
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