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Yazar: Dante Alighieri

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"Ben veggio, padre mio, sì come sprona lo tempo verso me, per
colpo darmi tal, ch'è più grave a chi più s'abbandona;
per che di provedenza è buon ch'io m'armi, sì che, se loco m'è
tolto più caro, io non perdessi li altri per miei carmi.
Giù per lo mondo sanza fine amaro, e per lo monte del cui bel
cacume li occhi de la mia donna mi levaro,
e poscia per lo ciel, di lume in lume, ho io appreso quel che
s'io ridico, a molti fia sapor di forte agrume;
e s'io al vero son timido amico, temo di perder viver tra coloro
che questo tempo chiameranno antico".
La luce in che rideva il mio tesoro ch'io trovai lì, si fe prima
corusca, quale a raggio di sole specchio d'oro;
indi rispuose: "Cosceenza fusca o de la propria o de l'altrui
vergogna pur sentirà la tua parola brusca.
Ma nondimen, rimossa ogne menzogna, tutta tua viseon fa
manifesta; e lascia pur grattar dov' è la rogna.
Che se la voce tua sarà molesta nel primo gusto, vital nodrimento
lascerà poi, quando sarà digesta.

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