Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 520 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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Come rimane splendido e sereno l'emisperio de l'aere, quando
soffia Borea da quella guancia ond' è più leno,
per che si purga e risolve la roffia che pria turbava, sì che 'l
ciel ne ride con le bellezze d'ogne sua paroffia;
così fec'eo, poi che mi provide la donna mia del suo risponder
chiaro, e come stella in cielo il ver si vide.
E poi che le parole sue restaro, non altrimenti ferro disfavilla
che bolle, come i cerchi sfavillaro.
L'incendio suo seguiva ogne scintilla; ed eran tante, che 'l
numero loro più che 'l doppiar de li scacchi s'inmilla.
Io sentiva osannar di coro in coro al punto fisso che li tiene a
li ubi, e terrà sempre, ne' quai sempre fuoro.
E quella che vedea i pensier dubi ne la mia mente, disse: "I
cerchi primi t'hanno mostrato Serafi e Cherubi.
Così veloci seguono i suoi vimi, per somigliarsi al punto quanto
ponno; e posson quanto a veder son soblimi.
Quelli altri amori che 'ntorno li vonno, si chiaman Troni del
divino aspetto, per che 'l primo ternaro terminonno;
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