Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 529 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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Cotal qual io lascio a maggior bando che quel de la mia tuba, che
deduce l'ardua sua matera terminando,
con atto e voce di spedito duce ricominciò: "Noi siamo usciti
fore del maggior corpo al ciel ch'è pura luce:
luce intellettual, piena d'amore; amor di vero ben, pien di
letizia; letizia che trascende ogne dolzore.
Qui vederai l'una e l'altra milizia di paradiso, e l'una in
quelli aspetti che tu vedrai a l'ultima giustizia".
Come sùbito lampo che discetti li spiriti visivi, sì che priva da
l'atto l'occhio di più forti obietti,
così mi circunfulse luce viva, e lasciommi fasciato di tal velo
del suo fulgor, che nulla m'appariva.
"Sempre l'amor che queta questo cielo accoglie in se con sì fatta
salute, per far disposto a sua fiamma il candelo".
Non fur più tosto dentro a me venute queste parole brievi, ch'io
compresi me sormontar di sopr' a mia virtute;
e di novella vista mi raccesi tale, che nulla luce è tanto mera,
che li occhi miei non si fosser difesi;
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