Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 531 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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e sì come di lei bevve la gronda de le palpebre mie, così mi
parve di sua lunghezza divenuta tonda.
Poi, come gente stata sotto larve, che pare altro che prima, se
si sveste la sembianza non sua in che disparve,
così mi si cambiaro in maggior feste li fiori e le faville, sì
ch'io vidi ambo le corti del ciel manifeste.
O isplendor di Dio, per cu' io vidi l'alto treunfo del regno
verace, dammi virtù a dir com' eo il vidi!
Lume è là sù che visibile face lo creatore a quella creatura che
solo in lui vedere ha la sua pace.
E' si distende in circular figura, in tanto che la sua
circunferenza sarebbe al sol troppo larga cintura.
Fassi di raggio tutta sua parvenza reflesso al sommo del mobile
primo, che prende quindi vivere e potenza.
E come clivo in acqua di suo imo si specchia, quasi per vedersi
addorno, quando è nel verde e ne' fioretti opimo,
sì, soprastando al lume intorno intorno, vidi specchiarsi in più
di mille soglie quanto di noi là sù fatto ha ritorno.
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