Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 206 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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"O dolce segnor mio", diss' io, "adocchia colui che mostra se più
negligente che se pigrizia fosse sua serocchia".
Allor si volse a noi e puose mente, movendo 'l viso pur su per la
coscia, e disse: "Or va tu sù, che se' valente!".
Conobbi allor chi era, e quella angoscia che m'avacciava un poco
ancor la lena, non m'impedì l'andare a lui; e poscia
ch'a lui fu' giunto, alzò la testa a pena, dicendo: "Hai ben
veduto come 'l sole da l'omero sinistro il carro mena?".
Li atti suoi pigri e le corte parole mosser le labbra mie un poco
a riso; poi cominciai: "Belacqua, a me non dole
di te omai; ma dimmi: perche assiso quiritto se'? attendi tu
iscorta, o pur lo modo usato t'ha' ripriso?".
Ed elli: "O frate, andar in sù che porta? che non mi lascerebbe
ire a' martìri l'angel di Dio che siede in su la porta.
Prima convien che tanto il ciel m'aggiri di fuor da essa, quanto
fece in vita, per ch'io 'ndugiai al fine i buon sospiri,
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