Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 365 / 550
Yazar: Dante Alighieri
Süre0:00
Hız (WPM)0.0
Doğruluk100.0%
Başlat düğmesine bastıktan sonra yazmaya başla. · Backspace devre dışı — yanlış yazsan da devam et.
'Modicum, et non videbitis me; et iterum, sorelle mie dilette,
modicum, et vos videbitis me'.
Poi le si mise innanzi tutte e sette, e dopo se, solo accennando,
mosse me e la donna e 'l savio che ristette.
Così sen giva; e non credo che fosse lo decimo suo passo in terra
posto, quando con li occhi li occhi mi percosse;
e con tranquillo aspetto "Vien più tosto", mi disse, "tanto che,
s'io parlo teco, ad ascoltarmi tu sie ben disposto".
Sì com' io fui, com' io dovea, seco, dissemi: "Frate, perche non
t'attenti a domandarmi omai venendo meco?".
Come a color che troppo reverenti dinanzi a suo maggior parlando
sono, che non traggon la voce viva ai denti,
avvenne a me, che sanza intero suono incominciai: "Madonna, mia
bisogna voi conoscete, e ciò ch'ad essa è buono".
Ed ella a me: "Da tema e da vergogna voglio che tu omai ti
disviluppe, sì che non parli più com' om che sogna.
Sappi che 'l vaso che 'l serpente ruppe, fu e non è; ma chi n'ha
colpa, creda che vendetta di Dio non teme suppe.
Başlat düğmesine bastıktan sonra yazmaya başla.
Başlatılmadı