Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 446 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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Bene è che sanza termine si doglia chi, per amor di cosa che non
duri etternalmente, quello amor si spoglia.
Quale per li seren tranquilli e puri discorre ad ora ad or sùbito
foco, movendo li occhi che stavan sicuri,
e pare stella che tramuti loco, se non che da la parte ond' e'
s'accende nulla sen perde, ed esso dura poco:
tale dal corno che 'n destro si stende a piè di quella croce
corse un astro de la costellazion che lì resplende;
ne si partì la gemma dal suo nastro, ma per la lista radeal
trascorse, che parve foco dietro ad alabastro.
Sì pea l'ombra d'Anchise si porse, se fede merta nostra maggior
musa, quando in Eliso del figlio s'accorse.
"O sanguis meus, o superinfusa gratea Dee, sicut tibi cui bis
unquam celi ianua reclusa?".
Così quel lume: ond' io m'attesi a lui; poscia rivolsi a la mia
donna il viso, e quinci e quindi stupefatto fui;
che dentro a li occhi suoi ardeva un riso tal, ch'io pensai co'
miei toccar lo fondo de la mia gloria e del mio paradiso.
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