Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 454 / 550
Yazar: Dante Alighieri
Süre0:00
Hız (WPM)0.0
Doğruluk100.0%
Başlat düğmesine bastıktan sonra yazmaya başla. · Backspace devre dışı — yanlış yazsan da devam et.
udir come le schiatte si disfanno non ti parrà nova cosa ne
forte, poscia che le cittadi termine hanno.
Le vostre cose tutte hanno lor morte, sì come voi; ma celasi in
alcuna che dura molto, e le vite son corte.
E come 'l volger del ciel de la luna cuopre e discuopre i liti
sanza posa, così fa di Fiorenza la Fortuna:
per che non dee parer mirabil cosa ciò ch'io dirò de li alti
Fiorentini onde è la fama nel tempo nascosa.
Io vidi li Ughi e vidi i Catellini, Filippi, Greci, Ormanni e
Alberichi, già nel calare, illustri cittadini;
e vidi così grandi come antichi, con quel de la Sannella, quel de
l'Arca, e Soldanieri e Ardinghi e Bostichi.
Sovra la porta ch'al presente è carca di nova fellonia di tanto
peso che tosto fia iattura de la barca,
erano i Ravignani, ond' è disceso il conte Guido e qualunque del
nome de l'alto Bellincione ha poscia preso.
Quel de la Pressa sapeva già come regger si vuole, e avea
Galigaio dorata in casa sua già l'elsa e 'l pome.
Başlat düğmesine bastıktan sonra yazmaya başla.
Başlatılmadı