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作者: Dante Alighieri

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Poscia vidi avventarsi ne la cuna del treunfal veiculo una volpe
che d'ogne pasto buon parea digiuna;
ma, riprendendo lei di laide colpe, la donna mia la volse in
tanta futa quanto sofferser l'ossa sanza polpe.
Poscia per indi ond' era pria venuta, l'aguglia vidi scender giù
ne l'arca del carro e lasciar lei di se pennuta;
e qual esce di cuor che si rammarca, tal voce uscì del cielo e
cotal disse: "O navicella mia, com' mal se' carca!".
Poi parve a me che la terra s'aprisse tr'ambo le ruote, e vidi
uscirne un drago che per lo carro sù la coda fisse;
e come vespa che ritragge l'ago, a se traendo la coda maligna,
trasse del fondo, e gissen vago vago.
Quel che rimase, come da gramigna vivace terra, da la piuma,
offerta forse con intenzion sana e benigna,
si ricoperse, e funne ricoperta e l'una e l'altra rota e 'l temo,
in tanto che più tiene un sospir la bocca aperta.
Trasformato così 'l dificio santo mise fuor teste per le parti
sue, tre sovra 'l temo e una in ciascun canto.

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