Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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Io avea già i capelli in mano avvolti, e tratti glien' avea più
d'una ciocca, latrando lui con li occhi in giù raccolti,
quando un altro gridò: "Che hai tu, Bocca? non ti basta sonar con
le mascelle, se tu non latri? qual diavol ti tocca?".
"Omai", diss' io, "non vo' che più favelle, malvagio traditor;
ch'a la tua onta io porterò di te vere novelle".
"Va via", rispuose, "e ciò che tu vuoi conta; ma non tacer, se tu
di qua entro eschi, di quel ch'ebbe or così la lingua pronta.
El piange qui l'argento de' Franceschi: "Io vidi", potrai dir,
"quel da Duera là dove i peccatori stanno freschi".
Se fossi domandato "Altri chi v'era?", tu hai dallato quel di
Beccheria di cui segò Fiorenza la gorgiera.
Gianni de' Soldanier credo che sia più là con Ganellone e
Tebaldello, ch'aprì Faenza quando si dormia".
Noi eravam partiti già da ello, ch'io vidi due ghiacciati in una
buca, sì che l'un capo a l'altro era cappello;
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