Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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Così due spirti, l'uno a l'altro chini, ragionavan di me ivi a
man dritta; poi fer li visi, per dirmi, supini;
e disse l'uno: "O anima che fitta nel corpo ancora inver' lo ciel
ten vai, per carità ne consola e ne ditta
onde vieni e chi se'; che tu ne fai tanto maravigliar de la tua
grazia, quanto vuol cosa che non fu più mai".
E io: "Per mezza Toscana si spazia un fiumicel che nasce in
Falterona, e cento miglia di corso nol sazia.
Di sovr' esso rech' io questa persona: dirvi ch'i' sia, saria
parlare indarno, che 'l nome mio ancor molto non suona".
"Se ben lo 'ntendimento tuo accarno con lo 'ntelletto", allora mi
rispuose quei che diceva pria, "tu parli d'Arno".
E l'altro disse lui: "Perche nascose questi il vocabol di quella
riviera, pur com' om fa de l'orribili cose?".
E l'ombra che di ciò domandata era, si sdebitò così: "Non so; ma
degno ben è che 'l nome di tal valle pèra;
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