Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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che dal principio suo, ov' è sì pregno l'alpestro monte ond' è
tronco Peloro, che 'n pochi luoghi passa oltra quel segno,
infin là 've si rende per ristoro di quel che 'l ciel de la
marina asciuga, ond' hanno i fiumi ciò che va con loro,
vertù così per nimica si fuga da tutti come biscia, o per
sventura del luogo, o per mal uso che li fruga:
ond' hanno sì mutata lor natura li abitator de la misera valle,
che par che Circe li avesse in pastura.
Tra brutti porci, più degni di galle che d'altro cibo fatto in
uman uso, dirizza prima il suo povero calle.
Botoli trova poi, venendo giuso, ringhiosi più che non chiede lor
possa, e da lor disdegnosa torce il muso.
Vassi caggendo; e quant' ella più 'ngrossa, tanto più trova di
can farsi lupi la maladetta e sventurata fossa.
Discesa poi per più pelaghi cupi, trova le volpi sì piene di
froda, che non temono ingegno che le occùpi.
Ne lascerò di dir perch' altri m'oda; e buon sarà costui, s'ancor
s'ammenta di ciò che vero spirto mi disnoda.
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