Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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Alcun tempo il sostenni col mio volto: mostrando li occhi
giovanetti a lui, meco il menava in dritta parte vòlto.
Sì tosto come in su la soglia fui di mia seconda etade e mutai
vita, questi si tolse a me, e diessi altrui.
Quando di carne a spirto era salita, e bellezza e virtù cresciuta
m'era, fu' io a lui men cara e men gradita;
e volse i passi suoi per via non vera, imagini di ben seguendo
false, che nulla promession rendono intera.
Ne l'impetrare ispirazion mi valse, con le quali e in sogno e
altrimenti lo rivocai: sì poco a lui ne calse!
Tanto giù cadde, che tutti argomenti a la salute sua eran già
corti, fuor che mostrarli le perdute genti.
Per questo visitai l'uscio d'i morti, e a colui che l'ha qua sù
condotto, li prieghi miei, piangendo, furon porti.
Alto fato di Dio sarebbe rotto, se Letè si passasse e tal vivanda
fosse gustata sanza alcuno scotto
di pentimento che lagrime spanda".
Purgatorio • Canto XXXI
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